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Meritocrazia

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Meritocrazia

Questo termine penso sia necessario che si inserisca nel nostro bagaglio culturale di fronte ad un tessuto sociale che tende a lacerarsi giorno per giorno.

Partire dal merito e arrivare alla meritocrazia porta dignità a chi nella vita è stato sempre umiliato e vilipeso.
Persino la persona che mettiamo all' ultimo posto pensando di emarginarla, ha una sua dignità e chi ha il dovere di essere guida è necessario abbia saggezza e discernimento di dare ad ognuno una giusta collocazione per questi.

Le nostre società sembrano organizzate più da un insieme sciamante di persone che da gruppi organizzati ad arnie.

Non c'è ancora un gruppo ben organizzato che sappia offrire ad ognuno secondo le sue capacità e a ciascuno secondo i suoi bisogni.

Alcuni posti di lavoro che noi reputiamo importanti danno una netta impressione che chi li occupa non ha nessun merito ad occuparli.

E' d' obbligo chiedersi: che fare?

Fare in modo che ci sia una certa meritocrazia, anche come mentalità, pronta a dare atto all'operato degli uni e ad un operato degli altri e vice versa.
In tal senso al merito e al demerito.

Sarà arduo il cammino che si andrà a intraprendere, ma partendo da questo punto meritocratico si arrivi a soddisfare i bisogni, desideri e aspettative di ognuno e di tutti e vice versa di tutti e di ognuno.

Ciò, in alcuni posti di lavoro, già si sta attuando.

Tocca contaggiare altri a finchè si arrivi alla cultura del merito e del demerito non come aspetto classista, ma per offrire una migliore qualità di vita per tutti.

E allora più serietà e meno seriosità o rigorismo, più dignità e meno denigrazione, più rispetto e meno umiliazioni.

Nell' insieme si dovrà dare valore non a quello che si ha ma a ciò che si è.
E per quello che si ha o che si avrà la gratificazione di averlo meritato


Deo gratias
Don Nicola Colangelo

 
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